Rimborso Amazon: servizio clienti sempre ottimale

Quante volte ci è capitato di dover litigare con un commesso per un rimborso del tutto lecito?
Tante, troppe; e spesso non siamo mai usciti da tale negozio senza la voglia di spaccare la faccia a qualcuno. Tutto quel sistema di rimborsi, sostituzione articolo erano schermati dagli addetti del negozio che tergiversavano nei discorsi affinché il consumatore si stancasse e cedesse alla rinuncia della sua richiesta. 

Oggi per la prima volta ho chiesto assistenza ad Amazon, in quanto l'imballo dell'ordine oltre ad essere bagnato, schiacciato e privo in parte del contenuto ordinato, con una veloce richiesta via Chat del servizio assistenza clienti, ho ottenuto il rimborso immediato senza neanche troppe spiegazioni.

Amazon di per sé è sempre stata attenta sulla politica dei resi, in passato ho rimandato prodotti indietro perché difettosi, e il fornitore ha rimborsato non appena riceveva la merce indietro. 

Questa volta però ho dovuto contattare direttamente Amazon ed è stato veramente utile, veloce e soprattutto ha risolto il problema; non sono servite email, chiamate, lettere o altro ancora che potessero allungare di troppo i tempi. Non volevano nemmeno le foto dell'imballo ricevuto. 

Nel mio caso specifico l'ordine mi è stato lasciato nell'androne delle scale del condominio e non ho potuto fermare il corriere, ma bisogna sempre ricordare di fare riserva sull'imballo. L'imballo dev'essere immacolato. Soprattutto se si sa che all'interno è contenuta merce fragile; bisogna inoltre ricordare che il corriere che bussa davanti casa non è a conoscenza del contenuto nell'imballo. 

In conclusione quindi considero che rispetto al negozio sotto casa (che spesso si lamenta dei pochi clienti, del mercato fermo e di conseguenza si lamenta dell'e-commerce), è spesso più facile essere rimborsati senza troppi fronzoli. 

Un ricordo personale di un rimborso non ottenuto: i miei genitori mi avevo comprato un nuovo cellulare, il mitico Sony Ericson W300j, il primo cellulare a conchiglia di cui mi innamorai. 

Dopo qualche giorno provai ad aprire la scocca dietro dove c'era il vano batteria, in quanto dovevo alloggiarvi una scheda SD esterna da ben 256mb. Notavo che il coperchio non saliva, non si muoveva, quindi decidemmo di andare in negozio. Dopo parecchia insistenza il capo reparto ci ha comunicato che nel telefono aveva trovato della terra. Della terra? Abito in città giuro. Il negozio dopo vari tentativi per farci mollare, ci aveva proposto un rimborso a metà. Un rimborso a metà?

La rabbia era tanta, in parte anche mia, ma soprattutto dei miei genitori che sapevo che anche solo 100€ non erano poi così pochi per un cellulare per la nostra famiglia. 

Per risolvere la questione abbiamo dovuto sprecare un pomeriggio, fare 15 km di macchia. 

Non voglio dire che ovunque è così, però che fatica!

Un'altra volta era successo con un cellulare che non prendeva bene la rete wi-fi, andava e veniva il segnale. Dopo insistenza, è stato cambiato, et voilà, il nuovo dispositivo funzionava. 

Questo non vuol dire che il consumatore ha sempre e solo ragione, però... 




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