Esempio di come svolgere al meglio un saggio breve
Nel corso dell'ultimo triennio, e molto di più, nel corso dell'ultimo biennio, hai dovuto affrontare il "SAGGIO BREVE", e forse quello che più spaventa è: come lo posso impostare?
Personalmente a me non piacciono i Saggi Brevi, perché sei vincolato dai documenti che ti vengono dati per fare il tuo tema. La possibilità di non essere "libero" mi ha sempre scocciato... comunque torniamo al saggio.
Il Saggio breve è un tema che di solito non deve superare le 4/5 colonne (sono 1 foglio a righe intero avanti e dietro), e comunque un minimo di 2 colonne (una facciata del foglio di brutta), la maggior parte dei maturandi preferisce affrontare questa prova.
Qui troverete il link alla prova di italiano anno scolastico 2014/2015 (la mia maturità).
I MIEI CONSIGLI PER SVOLGERE UN SAGGIO BREVE
Per prima cosa bisogna leggere l'argomento di cui si parla, poi bisogna leggere tutti i documenti, anche più volte, dopodiché io ero solito a evidenziare tutto ciò che poteva essere utile, affinché la mia tesi poteva essere supportata.
Facciamo l'esempio del saggio breve più gettonato dell'anno scolastico 2014/2015 circa il 50% degli studenti ha scelto questa traccia.
AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica ha trasformato il mondo della comunicazione, che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche.
Dopo aver letto l'argomento, proviamo a sottolineare già delle "parole chiave", vi scrivo esattamente ciò che io davvero avrei fatto davanti a questa traccia.
Da queste prime righe è chiaro che l'argomento è: l'evoluzione del comunicare, la facilità di raggiungere in un attimo qualsiasi cosa, tutto a portata di touch; tutto questo però, indubbiamente suscita delle riflessioni critiche. Ora iniziamo a leggere il primo documento, e vediamo cosa ci interessa esattamente.
DOCUMENTI
(1)
«Con il telefonino è defunta una frase come “pronto, casa Heidegger, posso parlare con Martin?”. No, il messaggio raggiunge – tranne spiacevoli incidenti – lui, proprio lui; e lui, d’altra parte, può essere da qualunque parte. Abituati come siamo a trovare qualcuno, non riuscirci risulta particolarmente ansiogeno. La frase più minacciosa di tutte è “la persona chiamata non è al momento disponibile”. Reciprocamente, l’isolamento ontologico inizia nel momento in cui scopriamo che “non c’è campo” e incominciamo a cercarlo affannosamente. Ci sentiamo soli, ma fino a non molti anni fa era sempre così, perché eravamo sempre senza campo, e non è solo questione di parlare.»
Maurizio FERRARIS, Dove sei? Ontologia del telefonino, Bompiani, Milano 2005
Interessante questo documento, che la fonte ci dice essere di Maurizio Ferraris, nel libro: "Dove sei? Ontologia del telefonino", qui troviamo il paradosso dell'avere il "tutto o niente" nello stesso oggetto: il cellulare.
Ho sottolineato ciò che a me personalmente sembrava importante, cioè il discorso "paradosso", l'ansia del "non trovare l'altra persona", abituati come siamo, eppure una volta si viveva senza campo.
(2)
«La nostra è una società altamente “permeabile”, oltre che “liquida”, per usare la nota categoria introdotta da Bauman. Permeabile perché l’uso (e talvolta l’abuso) dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli più labili.È sufficiente osservare alcuni modi di agire quotidiani per rendersi conto di quanto sia sempre più difficile separare i momenti e gli ambiti della vita. L’uso del cellulare anche quando si è a tavola con ospiti o in famiglia. Conversare ad alta voce al telefono quando si è in luoghi pubblici, sul treno o in metropolitana. Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida. L’elenco potrebbe continuare e con episodi più o meno sgradevoli che giungono alla maleducazione. Così, la sfera del lavoro si confonde con quella della vita familiare, perché possiamo essere reperibili da mail e messaggi anche nei weekend o durante le ferie.L’ambito lavorativo, a sua volta, si può confondere con quello delle relazioni personali grazie ai social network. Tutto ciò indica come gli spazi della nostra vita siano permeati dalla dimensione della comunicazione e dall’utilizzo delle nuove tecnologie.»
Daniele MARINI, Con smartphone e social è amore (ma dopo i 60 anni), “La Stampa” del 9/2/2015
Questo documento, può ispirare per scrivere qualcosa in più, anche qui ho sottolineato ciò che poteva servire per il mio saggio. Mi ha colpito il termine "permeabile", perché questa parola fa capire il vero senso di tutto il documento, "tra noi e la tecnologia non c'è più una separazione definita".
In questo caso i documenti sono soltanto due, ma possono capitare più documenti, anche di diverso tipo, ad esempio anche l'uso di immagini, quadri etc.
Il saggio breve non può essere scritto in prima persona (almeno, così ci è stato detto), quindi devo evitare a priori frasi del tipo "io penso che", "non lo trovo corretto", "sono del parere che"... questo modo non va bene. Piuttosto il vostro parere, dev'essere "riportato" nel vostro elaborato.
Dopo aver letto i documenti dobbiamo pensare a una sorta di "scaletta" da seguire, io ad esempio sono sempre partito, in generale, dal contesto storico. Successivamente facevo capire il mio punto di vista in modo implicito. Provo a scrivere adesso il saggio breve (sono le 22:12 minuti esatti ora), vediamo quanto tempo ci vuole per pensare, formulare, elaborare questo saggio.
Scaletta:
1. Il passato, la radio, televisione, telegrafo
2. L'impatto a quei tempi
3. Il progresso scientifico - tecnologico
4. L'evoluzione della società
5. Attualità, tra censure e "globalizzazione"
6. Considerazioni finali
7. titolo da inventare per il saggio
Personalmente a me non piacciono i Saggi Brevi, perché sei vincolato dai documenti che ti vengono dati per fare il tuo tema. La possibilità di non essere "libero" mi ha sempre scocciato... comunque torniamo al saggio.
Il Saggio breve è un tema che di solito non deve superare le 4/5 colonne (sono 1 foglio a righe intero avanti e dietro), e comunque un minimo di 2 colonne (una facciata del foglio di brutta), la maggior parte dei maturandi preferisce affrontare questa prova.
Qui troverete il link alla prova di italiano anno scolastico 2014/2015 (la mia maturità).
I MIEI CONSIGLI PER SVOLGERE UN SAGGIO BREVE
Per prima cosa bisogna leggere l'argomento di cui si parla, poi bisogna leggere tutti i documenti, anche più volte, dopodiché io ero solito a evidenziare tutto ciò che poteva essere utile, affinché la mia tesi poteva essere supportata.
Facciamo l'esempio del saggio breve più gettonato dell'anno scolastico 2014/2015 circa il 50% degli studenti ha scelto questa traccia.
AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica ha trasformato il mondo della comunicazione, che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche.
Dopo aver letto l'argomento, proviamo a sottolineare già delle "parole chiave", vi scrivo esattamente ciò che io davvero avrei fatto davanti a questa traccia.
Da queste prime righe è chiaro che l'argomento è: l'evoluzione del comunicare, la facilità di raggiungere in un attimo qualsiasi cosa, tutto a portata di touch; tutto questo però, indubbiamente suscita delle riflessioni critiche. Ora iniziamo a leggere il primo documento, e vediamo cosa ci interessa esattamente.
DOCUMENTI
(1)
«Con il telefonino è defunta una frase come “pronto, casa Heidegger, posso parlare con Martin?”. No, il messaggio raggiunge – tranne spiacevoli incidenti – lui, proprio lui; e lui, d’altra parte, può essere da qualunque parte. Abituati come siamo a trovare qualcuno, non riuscirci risulta particolarmente ansiogeno. La frase più minacciosa di tutte è “la persona chiamata non è al momento disponibile”. Reciprocamente, l’isolamento ontologico inizia nel momento in cui scopriamo che “non c’è campo” e incominciamo a cercarlo affannosamente. Ci sentiamo soli, ma fino a non molti anni fa era sempre così, perché eravamo sempre senza campo, e non è solo questione di parlare.»
Maurizio FERRARIS, Dove sei? Ontologia del telefonino, Bompiani, Milano 2005
Interessante questo documento, che la fonte ci dice essere di Maurizio Ferraris, nel libro: "Dove sei? Ontologia del telefonino", qui troviamo il paradosso dell'avere il "tutto o niente" nello stesso oggetto: il cellulare.
Ho sottolineato ciò che a me personalmente sembrava importante, cioè il discorso "paradosso", l'ansia del "non trovare l'altra persona", abituati come siamo, eppure una volta si viveva senza campo.
(2)
«La nostra è una società altamente “permeabile”, oltre che “liquida”, per usare la nota categoria introdotta da Bauman. Permeabile perché l’uso (e talvolta l’abuso) dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli più labili.È sufficiente osservare alcuni modi di agire quotidiani per rendersi conto di quanto sia sempre più difficile separare i momenti e gli ambiti della vita. L’uso del cellulare anche quando si è a tavola con ospiti o in famiglia. Conversare ad alta voce al telefono quando si è in luoghi pubblici, sul treno o in metropolitana. Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida. L’elenco potrebbe continuare e con episodi più o meno sgradevoli che giungono alla maleducazione. Così, la sfera del lavoro si confonde con quella della vita familiare, perché possiamo essere reperibili da mail e messaggi anche nei weekend o durante le ferie.L’ambito lavorativo, a sua volta, si può confondere con quello delle relazioni personali grazie ai social network. Tutto ciò indica come gli spazi della nostra vita siano permeati dalla dimensione della comunicazione e dall’utilizzo delle nuove tecnologie.»
Daniele MARINI, Con smartphone e social è amore (ma dopo i 60 anni), “La Stampa” del 9/2/2015
Questo documento, può ispirare per scrivere qualcosa in più, anche qui ho sottolineato ciò che poteva servire per il mio saggio. Mi ha colpito il termine "permeabile", perché questa parola fa capire il vero senso di tutto il documento, "tra noi e la tecnologia non c'è più una separazione definita".
In questo caso i documenti sono soltanto due, ma possono capitare più documenti, anche di diverso tipo, ad esempio anche l'uso di immagini, quadri etc.
Il saggio breve non può essere scritto in prima persona (almeno, così ci è stato detto), quindi devo evitare a priori frasi del tipo "io penso che", "non lo trovo corretto", "sono del parere che"... questo modo non va bene. Piuttosto il vostro parere, dev'essere "riportato" nel vostro elaborato.
Dopo aver letto i documenti dobbiamo pensare a una sorta di "scaletta" da seguire, io ad esempio sono sempre partito, in generale, dal contesto storico. Successivamente facevo capire il mio punto di vista in modo implicito. Provo a scrivere adesso il saggio breve (sono le 22:12 minuti esatti ora), vediamo quanto tempo ci vuole per pensare, formulare, elaborare questo saggio.
Scaletta:
1. Il passato, la radio, televisione, telegrafo
2. L'impatto a quei tempi
3. Il progresso scientifico - tecnologico
4. L'evoluzione della società
5. Attualità, tra censure e "globalizzazione"
6. Considerazioni finali
7. titolo da inventare per il saggio
Titolo: "Sotto Touch"
La radio oggi è poco utilizzata, o forse solamente "superata" dalle altre tecnologie che permettono comunicazioni a grandi distanze, eppure quell'invenzione ha contribuito a mutare per sempre la società.
Il primo volo per mettere in comunicazione il vecchio continente e gli Stati Uniti non è avvenuto chissà quanto tempo fa, solamente nel secolo scorso; oggi possiamo raggiungere qualsiasi persona nel mondo, con un tocco di touch sul nostro smartphone, è incredibile.
I progressi della scienza, in questo campo, ma anche in altri come ad esempio la medicina, e la ricerca in generale hanno fatto passi da gigante, fortunatamente oggi possiamo curare malattie che fino al secolo scorso era impensabile guarire. La società si evolve in base alle scoperte scientifiche che quella società ha maturato sino a quel momento storico. Un esempio molto semplice si ritrova nelle armi per affrontare le guerre, se ai tempi dell'impero Romano un esercito era composto di 300.000 soldati (le legioni romane) per scontrare l'avversario, oggi paradossalmente basta un click per attivare la bomba atomica e cancellare per sempre una città, con riferimento a Hiroshima e Nagasaki.
La radio oggi è poco utilizzata, o forse solamente "superata" dalle altre tecnologie che permettono comunicazioni a grandi distanze, eppure quell'invenzione ha contribuito a mutare per sempre la società.
Il primo volo per mettere in comunicazione il vecchio continente e gli Stati Uniti non è avvenuto chissà quanto tempo fa, solamente nel secolo scorso; oggi possiamo raggiungere qualsiasi persona nel mondo, con un tocco di touch sul nostro smartphone, è incredibile.
I progressi della scienza, in questo campo, ma anche in altri come ad esempio la medicina, e la ricerca in generale hanno fatto passi da gigante, fortunatamente oggi possiamo curare malattie che fino al secolo scorso era impensabile guarire. La società si evolve in base alle scoperte scientifiche che quella società ha maturato sino a quel momento storico. Un esempio molto semplice si ritrova nelle armi per affrontare le guerre, se ai tempi dell'impero Romano un esercito era composto di 300.000 soldati (le legioni romane) per scontrare l'avversario, oggi paradossalmente basta un click per attivare la bomba atomica e cancellare per sempre una città, con riferimento a Hiroshima e Nagasaki.
Questo è solo un esempio. Oggi la tecnologia ha invaso tutti i nostri spazi, questo perché da parte nostra c'è stata un'apertura, dovuta forse alle troppe comodità che un oggetto tecnologico comporta. La comparsa del primo cellulare mobile, così come concepito oggi è avvenuta verso la fine degli anni ’80; realizzati per abbattere barriere come la distanza, solitudine, il rimanere in contatto nonostante la distanza appunto. Sono passati circa 30 anni e la situazione ai giorni nostri preoccupa perché se prima avevamo bisogno del contatto umano, oggi abbiamo bisogno del contatto con il cellulare, dell’approvazione da parte di persone che nemmeno conosciamo. Scriviamo, si fanno e si condividono foto in un secondo, e in quel secondo la foto ha fatto il giro del mondo, passata sotto gli occhi di migliaia di persone.
L’ambiente reale passa in secondo piano, l’importante è rimanere collegati al mondo virtuale.
Questo concetto è ben interpretato dal giornalista Daniele Marini de “La Stampa” del 2015 - «La nostra è una società altamente “permeabile” … Permeabile perché l’uso (e talvolta l’abuso) dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli più labili. È sufficiente osservare alcuni modi di agire quotidiani per rendersi conto di quanto sia sempre più difficile separare i momenti e gli ambiti della vita. L’uso del cellulare anche quando si è a tavola con ospiti o in famiglia. Conversare ad alta voce al telefono quando si è in luoghi pubblici, sul treno o in metropolitana. Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida”. Questa breve citazione fa ben capire che, non c’è più la vera distinzione tra ciò che è davanti ai nostri occhi, perché la nostra mente è totalmente focalizzata su altro, allontanando i nostri obiettivi concreti.
Oramai non facciamo nemmeno più caso alla sicurezza, “Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida” – cit, fatto completamente inaccettabile! Rispondere ai messaggi, condividere le nostre foto, le nostre emozioni diventano più importanti del viverle!
Strumenti programmati per facilitare o migliorare i contatti tra gli essere umani, sono in realtà responsabili di non essere stati in grado di abbatterle queste barriere: Maurizio Ferraris scrive nel libro Dove sei?:
“Ci sentiamo soli”, ci sentiamo soli, nonostante siamo circondati da persone, di affetti, d’amore: ma non lo vediamo, non lo riconosciamo.
Oramai non facciamo nemmeno più caso alla sicurezza, “Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida” – cit, fatto completamente inaccettabile! Rispondere ai messaggi, condividere le nostre foto, le nostre emozioni diventano più importanti del viverle!
Strumenti programmati per facilitare o migliorare i contatti tra gli essere umani, sono in realtà responsabili di non essere stati in grado di abbatterle queste barriere: Maurizio Ferraris scrive nel libro Dove sei?:
“Ci sentiamo soli”, ci sentiamo soli, nonostante siamo circondati da persone, di affetti, d’amore: ma non lo vediamo, non lo riconosciamo.
Sono le 23:10 ho finito un saggio, scadente secondo il mio parere, (2 colonne scarse) ma che offre un'idea di come svolgere un saggio. Spero che queste informazioni possano esserti utili. Per qualsiasi cosa non esitare a commentare qui sotto. Alla prossima!
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