Bicistoria Lonate Pozzolo ed. 2016

Bici storia Lonate Pozzolo è stata organizzata anche quest’anno, grazie a persone che tengono a questo territorio e che lo conoscono molto bene.
Il tema che ha accompagnato i 20 chilometri lungo il territorio di Lonatese è stato: “Migranti e Migratori”, un tema se vogliamo molto attuale, una similitudine tra l’esigenza innata nella genetica degli animali e la nostra: trovare un posto dove stare e vivere meglio.
L’appuntamento fissato davanti al comune per le ore 8:30 ha visto arrivare un piccolo gruppo di temerari, visto che il tempo era molto precario, anzi qualche accenno di pioggia era più che avanzato. Ma l’insistenza e la voglia di scoprire tutto ciò che la nostra guida aveva in serbo per noi era molto più grande.
Decidiamo di partire verso le 9:00 direzionandoci verso via Gaggio, la meta principe di questa piccola esplorazione. Via Gaggio è la via storica per eccellenza, oggigiorno sempre più nominata per via dell’espansione territoriale di Malpensa, ma questa via conserva all’interno dei suoi boschi il brugo, una pianta che cresce in questa zona pianeggiante ed è l’eccezione alla regola, visto che cresce in territori più montani. Di questo periodo questa pianta si tinge di viola, un colore davvero bellissimo e unico.
La guida ci racconta diverse cose curiose sulla flora e sulla fauna.
La cosa più sorprendente è che abbiamo luoghi così naturali che non ci sembra di essere a pochi passi da un aeroporto intercontinentale.
Successivamente percorriamo la strada principale della via Gaggio, quella che esiste dal 1830 e che ancora oggi vede viva la sua importanza, e bellezza.
La tappa principale è presso la Cascina Maggia, o meglio ciò che resta della Cascina, in modo particolare la chiesetta privata.
La Bici storia ha poi sfruttato il percorso da poco “restaurato” della ciclabile da Tornavento verso Nosate, un percorso pieno di colori e sfumature, finalmente dei raggi di sole ha pervaso i nostri sentieri.
Il percorso ha previsto una tappa presso i laghetti stagnanti generati “grazie” al depuratore di sant’Antonino Ticino. Qui le acque si depurano un maniera del tutto naturale, permettendo di ossigenare l’acqua prima che questa raggiunga il Fiume azzurro.
 La fauna sviluppatosi qui intorno è eccezionale. Non sembra di essere a pochi chilometri dal degrado ambientale totale.
Questi laghetti nascono le storie di quegli uccelli che migrano verso terre più calde e miti d’inverno, per poi tornare da noi in primavera inoltrata. Uno specchio di paradiso. Eppure quelle acque provengono da un depuratore, il più importante tra l’altro dell’alto milanese.
Il percorso si conclude in Piazza Santa Maria, precisamente in oratorio femminile, da qui si può ammirare ciò che resta della Filanda, un tempo convento (monastero), poi una filanda e successivamente: un condominio. Anche questa struttura ci racconta che a causa dei cambiamenti sociali e ai cambiamenti economici storici, le strutture cambiano condizioni d’uso. Per anni è stata meta dei migranti che trovavano casa e riparo proprio in filanda. Oggi è abbandonata un po’ a se stessa, e sarebbe ora di rivalutare il suo valore storico.

Concludo dicendovi che il nostro cammino era spesso interrotto dal suono degli aeri in atterraggio, ed ogni volta mi dicevo: “chissà quanta gente va e viene in cerca di un posto migliore”. Lonate Pozzolo che lo si voglia o no, è invasa da questo senso di migrazione e flussi immigratori, il che dev’essere un nostro vantaggio, per migliorare le relazioni interne tra i cittadini, e per apprezzare sempre di più ciò che ci circonda.















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