Scuola Professionale? Si, Grazie!
Certo che scegliere una scuola, che è l'anticamera del lavoro che più o meno si voglia/andrà a fare, a 14/15 anni è davvero complicato, soprattutto per chi come me, a 14 anni non aveva nessuna passione in particolare, nessuno scopo reale, ripeto a 14 anni!
Lo Stato però lo pretende, migliaia di ragazzini prima di noi hanno dovuto scegliere l'indirizzo scolastico, anche se ad incanalare un cammino dovrebbero essere i genitori.
I genitori infatti devono stimolare gli interessi dei propri figli, nel loro interesse.
Dico stimolare non imporre.
L'eta della scelta della scuola o del lavoro che si voglia fare è un periodo particolare, la chiamano pubertà: ovvero gli interessi sono ben altri.
In questo periodo nascono le prime paure, sensazioni, nasce la voglia di scappare evadere, non tornare più. Spaventa un po' a chi la sta vivendo e a chi ha il compito di educare.
Personalmente ho scelto la scuola di indirizzo alberghiera, scelta un po' a caso, un po' per orientamento scolastico, un po' perché odiavo studiare, odiavo la matematica, odiavo italiano, odiavo tutto: insomma ero proprio un asino, almeno così sono stato giudicato; non potevo quindi ambire ad un liceo, e poi ad un indirizzo universitario.
La scuola alberghiera offriva l'indirizzo di sala, cucina e reception. Scelsi sala.
Avevo paura, sapevo di avere una preparazione molto bassa, direi scarsa. Trovavo difficoltà nella grammatica, e nella lettura; anche in matematica ovviamente.
Di carattere però amo vincere tutte le sfide, almeno ci provo, non mi arrendo.
I risultati vennero a galla, e tutti gli anni non pagai la retta scolastica, con una media dell' otto a fine quadrimestre ed un esame di Stato passato ad occhi chiusi. La scuola è stata la più grande vittoria personale.
Amavo la scuola, e anche il lavoro di barman e/o cameriere, solo che negli ultimi anni scolastici pativo l'ansia durante il servizio in sala, facendomi odiare in parte quel lavoro: non era il mio lavoro.
Dopo la scuola ho continuato a cercare lavoro nel mio ambito, provavo a superare la mia ansia, ma dopo un massimo di 3 mesi scappavo. Non era proprio per me quella vita. Oggi faccio tutt'altro.
Se dovessi tornare indietro però rifarei lo stesso percorso scolastico, non perché sono matto, ma perché un istituto professionale ti mette difronte alla realtà lavorativa già da subito.
Escluso il primo anno, dal secondo in poi si ha a che fare con i clienti, con un responsabile del "personale" che è il tuo educatore e formatore.
L'istituto di indirizzo alberghiero inoltre secondo me è completo, le materie che si studiano sono pressoché:
Scienze dell'alimentazione: la cultura alimentare oggi più che mai, sembra essere fondamentale: programmi televisivi, giornali, inchieste, tutti parlano di cibo correlata alla salute;
Ricevimento: per i primi 2 anni si studiano le fasi di accoglienza e gestione degli ospiti, che in qualsiasi ambito lavorativo è molto utile: cassiere di un negozio, addetto in un negozio di vestiti, e mille altri ancora, l'accoglienza resta il biglietto da visita principale;
Economia e diritto: ovviamente sono basi, ma utilissimi nella vita comune, in un mondo dove le regole e i soldi sono l'essenziale (mi vengono i brividi) conoscere un frammento di ciò è fondamentale (a scuola ho studiato che i governi vanno eletti dal popolo, e solo in caso di necessità ed urgenza dal Capo dello Stato);
Le lingue: scelta tra tedesco e francese oltre all'inglese;
Ore di laboratorio: dal secondo anno in poi oltre che avere dei compagni di classe, gli stessi saranno colleghi di lavoro, non è uno scherzo! Nascono amicizie più strette, e si calibrano le capacità organizzative nel gruppo, si riconosce il leader, per me il leader è la squadra.
Le ore di teoria di sala e cucina alimentano la pratica: cucina regione per regione, storia e cultura gastronomica del nostro bel Paese.
Rifarei tutto.
Questo post lo dedico a me, e a te che stai leggendo, che tu sia una matricola scolastica o un professore, un ragazzo in difficoltà o una mamma preoccupata.
Tranquilli tutti: i sentieri sono infiniti e le viste sempre spettacolari, basta saper cogliere le giuste occasioni.
Lo Stato però lo pretende, migliaia di ragazzini prima di noi hanno dovuto scegliere l'indirizzo scolastico, anche se ad incanalare un cammino dovrebbero essere i genitori.
I genitori infatti devono stimolare gli interessi dei propri figli, nel loro interesse.
Dico stimolare non imporre.
L'eta della scelta della scuola o del lavoro che si voglia fare è un periodo particolare, la chiamano pubertà: ovvero gli interessi sono ben altri.
In questo periodo nascono le prime paure, sensazioni, nasce la voglia di scappare evadere, non tornare più. Spaventa un po' a chi la sta vivendo e a chi ha il compito di educare.
Personalmente ho scelto la scuola di indirizzo alberghiera, scelta un po' a caso, un po' per orientamento scolastico, un po' perché odiavo studiare, odiavo la matematica, odiavo italiano, odiavo tutto: insomma ero proprio un asino, almeno così sono stato giudicato; non potevo quindi ambire ad un liceo, e poi ad un indirizzo universitario.
La scuola alberghiera offriva l'indirizzo di sala, cucina e reception. Scelsi sala.
Avevo paura, sapevo di avere una preparazione molto bassa, direi scarsa. Trovavo difficoltà nella grammatica, e nella lettura; anche in matematica ovviamente.
Di carattere però amo vincere tutte le sfide, almeno ci provo, non mi arrendo.
I risultati vennero a galla, e tutti gli anni non pagai la retta scolastica, con una media dell' otto a fine quadrimestre ed un esame di Stato passato ad occhi chiusi. La scuola è stata la più grande vittoria personale.
Amavo la scuola, e anche il lavoro di barman e/o cameriere, solo che negli ultimi anni scolastici pativo l'ansia durante il servizio in sala, facendomi odiare in parte quel lavoro: non era il mio lavoro.
Dopo la scuola ho continuato a cercare lavoro nel mio ambito, provavo a superare la mia ansia, ma dopo un massimo di 3 mesi scappavo. Non era proprio per me quella vita. Oggi faccio tutt'altro.
Se dovessi tornare indietro però rifarei lo stesso percorso scolastico, non perché sono matto, ma perché un istituto professionale ti mette difronte alla realtà lavorativa già da subito.
Escluso il primo anno, dal secondo in poi si ha a che fare con i clienti, con un responsabile del "personale" che è il tuo educatore e formatore.
L'istituto di indirizzo alberghiero inoltre secondo me è completo, le materie che si studiano sono pressoché:
Scienze dell'alimentazione: la cultura alimentare oggi più che mai, sembra essere fondamentale: programmi televisivi, giornali, inchieste, tutti parlano di cibo correlata alla salute;
Ricevimento: per i primi 2 anni si studiano le fasi di accoglienza e gestione degli ospiti, che in qualsiasi ambito lavorativo è molto utile: cassiere di un negozio, addetto in un negozio di vestiti, e mille altri ancora, l'accoglienza resta il biglietto da visita principale;
Economia e diritto: ovviamente sono basi, ma utilissimi nella vita comune, in un mondo dove le regole e i soldi sono l'essenziale (mi vengono i brividi) conoscere un frammento di ciò è fondamentale (a scuola ho studiato che i governi vanno eletti dal popolo, e solo in caso di necessità ed urgenza dal Capo dello Stato);
Le lingue: scelta tra tedesco e francese oltre all'inglese;
Ore di laboratorio: dal secondo anno in poi oltre che avere dei compagni di classe, gli stessi saranno colleghi di lavoro, non è uno scherzo! Nascono amicizie più strette, e si calibrano le capacità organizzative nel gruppo, si riconosce il leader, per me il leader è la squadra.
Le ore di teoria di sala e cucina alimentano la pratica: cucina regione per regione, storia e cultura gastronomica del nostro bel Paese.
Rifarei tutto.
Questo post lo dedico a me, e a te che stai leggendo, che tu sia una matricola scolastica o un professore, un ragazzo in difficoltà o una mamma preoccupata.
Tranquilli tutti: i sentieri sono infiniti e le viste sempre spettacolari, basta saper cogliere le giuste occasioni.
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