Vittoriale degli Italiani - L'ultima dimora di Gabriele D'Annunzio
Coma sappiamo Gabriele d'Annunzio è stato il poeta vate per eccellenza, il poeta simbolo dell'estetismo italiano. La sua vita era caratterizzata dal vivere "sopra le righe", poiché il poeta vate era superiore alla folla, doveva distinguersi. Gabriele d'Annunzio (a me piace questa forma del suo cognome) ha fatto della propria vita un'opera d'arte.
Personaggi così non esistono più, d'altronde sono cambiati anche i momenti storici, Gabriele vive in un periodo dove la Vittoria mutilata e la non conquista delle terre irredenti italiane alimentavano nelle menti come lui e Mussolini voglia di vendetta, e dare agli italiani la fiducia che hanno perso verso quella vittoria che ha segnato profondamente la nostra patria.
Chiunque rimaneva incantato dalla vita di uomini così carismatici.
Come sapete, d'Annunzio celebrava la vita e l'arte del saper vivere bene e nel lusso, egli stesso creò dei neologismi che ora usiamo regolarmente nella nostra lingua: velivolo, tramezzino, ha dato i nomi alla Rinascente di Milano, il marchio Saiwa, il Milite Ignoto e molti altri ancora.
La sua vita non poteva finire con la sola semplice morte, ma doveva restare il suo nome e la sua opera per sempre. Ecco perché nel 1921 iniziò ad elaborare il Vittoriale degli Italiani, residenza ufficiale del Vate, qui morì nel 1938. La sua volontà era quella di erigere un enorme edificio dove la parola chiave a tutto è: Vittoria, qui si celebrano le vittorie. D'Annunzio è stato un uomo che faceva pubblicità a marchi, case editrici come la Mondadori, in questa casa sono dunque racchiusi simboli e volte reliquie che celebrano l'arte e le vittorie.
Per visitare la casa bisogna arrivare a Gardone Riviera, un paese sul lago di Garda nella sua costa occidentale, lato Lombaro per intenderci dopo Salò. Con la macchina bisogna salire un po' di quota e parcheggiare nelle sue vicinanze se non si vuol pagare camminando solo qualche minuto.
Il costo del biglietto è di 16€ compresa la guida, il primo turno inizia alle 09:21. La guida illustrerà la casa originaria del poeta, raccontando anche vicissitudini legate a lui e alla casa. La guida si ferma prima dell'ala nuova: lo Schifamondo.
L'ingresso spacca in due la casa, a destra gli ospiti meno graditi, e a sinistra gli ospiti più desiderati.
Mussolini visitò il Vittoriale, e dovette entrare a Destra, nella sala dove gli ospiti meno graditi attendevano prima di essere ricevuti dal Vate, qui in questa occasione d'Annunzio scrisse sullo specchio questa frase che lascia i brividi:
Al visitatore/ Teco porti lo specchio di Narciso? / Questo è piombato vetro, o mascheraio. / Aggiusta le tue maschere al tuo viso / ma pensa che sei vetro contro acciaio.
In poche parole d'Annunzio si paragona all'acciaio, mentre Mussolini era un mascheraio, e gli chiede di smascherarsi e pensare che in casa del Vate egli non comanda.
La guida personifica molto la casa, sembra che la casa stessa parli.
Ci sono diverse stanze nel Vittoriale, non ultima la presenza di diversi bagni igienici, il riscaldamento ad acqua continua e i rubinetti di acqua calda e fredda.
Superata la stanza degli specchi cioè la stanza dedicata a personaggi non graditi, si superano vari altri luoghi prima di arrivare all'anticamera, qui il Vate il primo marzo 1938 fu trovato morto stroncato da un infarto dopo aver ordinato la cena, in questa stanza si possono notare effetti personali come i suoi occhiali, ricordando che d'Annunzio perse un occhio mentre pilotava un aeroplano, per questo motivo l'intera casa è stata resa molto in penombra, grazie a pannelli oscuranti, o tende, oltre che a luoghi appositi per oscurare la luce naturale che bagnava la casa.
In questa stanza è presente anche una dispensa dove il vate conservava i medicinali, si dice che fosse ipocondriaco.
Superata questa stanza ci si può avventurare nella sua stanza da letto, la stanza dell'amore.
Continuando la visita nella sua dimora colpisce la quantità eccessiva di oggetti e libri, circa 33.000. Il suo bagno raccoglie 6.000 oggetti personali. Non a caso 10 donne di servizio erano dedite alla pulizia dell'intera casa. La stanza dell'Officina, qui d'Annunzio dava spazio alla sua arte. Questa è l'unica stanza dove la luce entra senza impedimenti e la mobilia è chiara. Chiunque entri in questa stanza deve inchinare il capo poiché architrave della porta di ingresso è molto basso, inoltre è riposto uno scalino all'altezza dall'architrave obbligando chicchessia a inchinarsi: inchinarsi all'arte del poeta vate.
Una stanza meravigliosa, dove non manca il busto di Eleonora Duse sua donna ispiratrice, la vediamo coperta da un velo poiché ella deve si ispirare, ma non turbare l'opera del Vate con la sua bellezza.
Una stanza molto particolare è quella del Lebbroso: sembra una camera mortuaria, infatti è stata realizzata apposta per questa funzione: qui d'Annunzio fu riposto appena dopo la sua morte per la funzione privata intima con i familiari. Il letto che ha ospitato il Vate è una specie di culla/bara, dominata da un ritratto di San Francesco che abbraccia un Lebbroso, quel lebbroso è il ritratto di d'Annunzio. Egli pensava che i Lebbrosi erano abbracciati da Dio che li accoglieva dopo la morte, quindi per lui erano dei privilegiati.
Una stanza che celebra la morte, oppure l'eternità.
Ultima stanza è la sala da pranzo denominata Sala della Cheli, una stanza luminosa dove un tavolo da 8 se non erro accoglie i commensali. A capo tavola una tartaruga di terra accoglie gli avventori. Questa tartaruga è vera: la corazza è originale e d'Annunzio fece realizzare in bronzo la testa e le zampe, quindi il corpo. La tartaruga se fosse viva sarebbe ancora presente nei giardini del vittoriale, ma così non è poiché è morta di indigestione: d'Annunzio invita quindi i commensali a mangiare con cautela per non fare la fine dell'animale.
dopo questa stanza inizia il percorso dello Schifamondo, un'aria che d'Annunzio non fece in tempo a vedere completa. La prima stanza ha accolto il feretro del Vate per i funerali di Stato. Da qui la visita diventa autonoma e si possono fare fotografie. Fino ad ora non era possibile fotografare nessuna stanza e nessun luogo interno.
Splendore in casa e splendore nei suoi giardini. I giardini ospitano anche il Mausoleo di d'Annunzio ivi riposto.
Gustatevi le foto, il luogo è consigliato a tutti.
Personaggi così non esistono più, d'altronde sono cambiati anche i momenti storici, Gabriele vive in un periodo dove la Vittoria mutilata e la non conquista delle terre irredenti italiane alimentavano nelle menti come lui e Mussolini voglia di vendetta, e dare agli italiani la fiducia che hanno perso verso quella vittoria che ha segnato profondamente la nostra patria.
Chiunque rimaneva incantato dalla vita di uomini così carismatici.
Come sapete, d'Annunzio celebrava la vita e l'arte del saper vivere bene e nel lusso, egli stesso creò dei neologismi che ora usiamo regolarmente nella nostra lingua: velivolo, tramezzino, ha dato i nomi alla Rinascente di Milano, il marchio Saiwa, il Milite Ignoto e molti altri ancora.
La sua vita non poteva finire con la sola semplice morte, ma doveva restare il suo nome e la sua opera per sempre. Ecco perché nel 1921 iniziò ad elaborare il Vittoriale degli Italiani, residenza ufficiale del Vate, qui morì nel 1938. La sua volontà era quella di erigere un enorme edificio dove la parola chiave a tutto è: Vittoria, qui si celebrano le vittorie. D'Annunzio è stato un uomo che faceva pubblicità a marchi, case editrici come la Mondadori, in questa casa sono dunque racchiusi simboli e volte reliquie che celebrano l'arte e le vittorie.
Per visitare la casa bisogna arrivare a Gardone Riviera, un paese sul lago di Garda nella sua costa occidentale, lato Lombaro per intenderci dopo Salò. Con la macchina bisogna salire un po' di quota e parcheggiare nelle sue vicinanze se non si vuol pagare camminando solo qualche minuto.
Il costo del biglietto è di 16€ compresa la guida, il primo turno inizia alle 09:21. La guida illustrerà la casa originaria del poeta, raccontando anche vicissitudini legate a lui e alla casa. La guida si ferma prima dell'ala nuova: lo Schifamondo.
L'ingresso spacca in due la casa, a destra gli ospiti meno graditi, e a sinistra gli ospiti più desiderati.
Mussolini visitò il Vittoriale, e dovette entrare a Destra, nella sala dove gli ospiti meno graditi attendevano prima di essere ricevuti dal Vate, qui in questa occasione d'Annunzio scrisse sullo specchio questa frase che lascia i brividi:
Al visitatore/ Teco porti lo specchio di Narciso? / Questo è piombato vetro, o mascheraio. / Aggiusta le tue maschere al tuo viso / ma pensa che sei vetro contro acciaio.
In poche parole d'Annunzio si paragona all'acciaio, mentre Mussolini era un mascheraio, e gli chiede di smascherarsi e pensare che in casa del Vate egli non comanda.
La guida personifica molto la casa, sembra che la casa stessa parli.
Ci sono diverse stanze nel Vittoriale, non ultima la presenza di diversi bagni igienici, il riscaldamento ad acqua continua e i rubinetti di acqua calda e fredda.
Superata la stanza degli specchi cioè la stanza dedicata a personaggi non graditi, si superano vari altri luoghi prima di arrivare all'anticamera, qui il Vate il primo marzo 1938 fu trovato morto stroncato da un infarto dopo aver ordinato la cena, in questa stanza si possono notare effetti personali come i suoi occhiali, ricordando che d'Annunzio perse un occhio mentre pilotava un aeroplano, per questo motivo l'intera casa è stata resa molto in penombra, grazie a pannelli oscuranti, o tende, oltre che a luoghi appositi per oscurare la luce naturale che bagnava la casa.
In questa stanza è presente anche una dispensa dove il vate conservava i medicinali, si dice che fosse ipocondriaco.
Superata questa stanza ci si può avventurare nella sua stanza da letto, la stanza dell'amore.
Continuando la visita nella sua dimora colpisce la quantità eccessiva di oggetti e libri, circa 33.000. Il suo bagno raccoglie 6.000 oggetti personali. Non a caso 10 donne di servizio erano dedite alla pulizia dell'intera casa. La stanza dell'Officina, qui d'Annunzio dava spazio alla sua arte. Questa è l'unica stanza dove la luce entra senza impedimenti e la mobilia è chiara. Chiunque entri in questa stanza deve inchinare il capo poiché architrave della porta di ingresso è molto basso, inoltre è riposto uno scalino all'altezza dall'architrave obbligando chicchessia a inchinarsi: inchinarsi all'arte del poeta vate.
Una stanza meravigliosa, dove non manca il busto di Eleonora Duse sua donna ispiratrice, la vediamo coperta da un velo poiché ella deve si ispirare, ma non turbare l'opera del Vate con la sua bellezza.
Una stanza molto particolare è quella del Lebbroso: sembra una camera mortuaria, infatti è stata realizzata apposta per questa funzione: qui d'Annunzio fu riposto appena dopo la sua morte per la funzione privata intima con i familiari. Il letto che ha ospitato il Vate è una specie di culla/bara, dominata da un ritratto di San Francesco che abbraccia un Lebbroso, quel lebbroso è il ritratto di d'Annunzio. Egli pensava che i Lebbrosi erano abbracciati da Dio che li accoglieva dopo la morte, quindi per lui erano dei privilegiati.
Una stanza che celebra la morte, oppure l'eternità.
Ultima stanza è la sala da pranzo denominata Sala della Cheli, una stanza luminosa dove un tavolo da 8 se non erro accoglie i commensali. A capo tavola una tartaruga di terra accoglie gli avventori. Questa tartaruga è vera: la corazza è originale e d'Annunzio fece realizzare in bronzo la testa e le zampe, quindi il corpo. La tartaruga se fosse viva sarebbe ancora presente nei giardini del vittoriale, ma così non è poiché è morta di indigestione: d'Annunzio invita quindi i commensali a mangiare con cautela per non fare la fine dell'animale.
dopo questa stanza inizia il percorso dello Schifamondo, un'aria che d'Annunzio non fece in tempo a vedere completa. La prima stanza ha accolto il feretro del Vate per i funerali di Stato. Da qui la visita diventa autonoma e si possono fare fotografie. Fino ad ora non era possibile fotografare nessuna stanza e nessun luogo interno.
Splendore in casa e splendore nei suoi giardini. I giardini ospitano anche il Mausoleo di d'Annunzio ivi riposto.
Gustatevi le foto, il luogo è consigliato a tutti.
Commenti
Posta un commento