BIKE SHARING - FLUSSO LIBERO
Le biciclette a disposizione degli utenti hanno fatto presto ingresso anche nelle nostre città, prima fra tutte anche milano con il suo Bike Sharing consolidato da anni ma, un nuovo modo per rendere più accessibile al servizio maggior numero di utenti è "flusso libero", servizio di biciclette rintracciabili in ogni dove attraverso app del gestore, pagare il "consumato" lasciarla dove si vuole in ogni punto della città, senza nessun tipo di abbonamento.
Un particolare non da poco, a Milano bisogna avere una tessera per usufruire del servizio, ed è giusto che sia così, ma questo servizio è totalmente pensato per tutti indifferentemente se residente o turista.
Per poter usare questo servizio basta scaricare l'apposita app, pagare n deposito di 5-10€ e poi tramite comunicazione bluetooth e dati internet accesi si può fare lo scanner del codice QR presente su ogni bici, ed il sistema del bloccaggio delle ruote si disattiva, e per fermare la corsa basta bloccare la ruota con apposita leva, pagamento automatico. Di certo è un invenzione unica, quasi indispensabile nelle città medio grandi (da poco è attivo il servizio OFO anche a Varese).
Particolare da attrarre anche l'attenzione dei più curiosi, come me, che ho voluto provarla a Torino. Diverse società sono presenti come bike sharing, ho optato per le bici gialle di oBike, e il sistema di utilizzo è stato davvero semplice. Riassumo i PRO e i CONTRO che ho riscontrato.
PRO
- praticità e semplicità di utilizzo;
- presenti in ogni dove;
- impatto ambientale pari a zero (leggi sotto nei contro);
- nessun abbonamento;
- costo davvero basso;
- dispositivi di illuminazione che sono obbligatori dal nostro C.D.S.
CONTRO
- impatto ambientale zero: chiariamo, se non lasciate in zone che rompano le scatole, se non vengono gettate nei fiumi eccetera;
- biciclette pesantissime: 25 Kg è il peso medio di queste biciclette, in pianura è quasi indifferente, ma non appena si passa a rotaie tram, piccole sconnessioni stradali, si fa davvero fatica;
-a volte si trovano bici danneggiate pesantemente;
- ruote piene e conseguente peso aggiunto;
- non ci sono parcheggi per bici in adeguata misura vicino a stazioni, parchi e pubblici uffici.
Sono convinto che questa sia la direzione del futuro, più movimento. Ma la responsabilità civica dev'essere improntata in ognuno di noi, altrimenti, come la foto qui sotto, finiranno tutte così.
Un particolare non da poco, a Milano bisogna avere una tessera per usufruire del servizio, ed è giusto che sia così, ma questo servizio è totalmente pensato per tutti indifferentemente se residente o turista.
Per poter usare questo servizio basta scaricare l'apposita app, pagare n deposito di 5-10€ e poi tramite comunicazione bluetooth e dati internet accesi si può fare lo scanner del codice QR presente su ogni bici, ed il sistema del bloccaggio delle ruote si disattiva, e per fermare la corsa basta bloccare la ruota con apposita leva, pagamento automatico. Di certo è un invenzione unica, quasi indispensabile nelle città medio grandi (da poco è attivo il servizio OFO anche a Varese).
Particolare da attrarre anche l'attenzione dei più curiosi, come me, che ho voluto provarla a Torino. Diverse società sono presenti come bike sharing, ho optato per le bici gialle di oBike, e il sistema di utilizzo è stato davvero semplice. Riassumo i PRO e i CONTRO che ho riscontrato.
PRO
- praticità e semplicità di utilizzo;
- presenti in ogni dove;
- impatto ambientale pari a zero (leggi sotto nei contro);
- nessun abbonamento;
- costo davvero basso;
- dispositivi di illuminazione che sono obbligatori dal nostro C.D.S.
CONTRO
- impatto ambientale zero: chiariamo, se non lasciate in zone che rompano le scatole, se non vengono gettate nei fiumi eccetera;
- biciclette pesantissime: 25 Kg è il peso medio di queste biciclette, in pianura è quasi indifferente, ma non appena si passa a rotaie tram, piccole sconnessioni stradali, si fa davvero fatica;
-a volte si trovano bici danneggiate pesantemente;
- ruote piene e conseguente peso aggiunto;
- non ci sono parcheggi per bici in adeguata misura vicino a stazioni, parchi e pubblici uffici.
Sono convinto che questa sia la direzione del futuro, più movimento. Ma la responsabilità civica dev'essere improntata in ognuno di noi, altrimenti, come la foto qui sotto, finiranno tutte così.
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