CROLLA IL PONTE "MORANDI" 51 ANNI DALL'INAUGURAZIONE - Morti e Feriti

Cede un'infrastruttura che ha solo 51 anni di vita.
Il ponte Morandi prima del crollo - Wikipedia
Oggi, 14 agosto, nel pieno delle ferie estive, nel pieno dei grandi esodi, crolla un ponte di 1100m di lunghezza alto 45 metri al piano stradale, inutile dire molto trafficato,  il ponte è posto sulla A10, autostrada che collega Genova con Ventimiglia.
Chiamato ponte "Morandi" in onore del progettista che elaborò il progetto, il ponte fin dopo la sua costruzione è parso molto "difficile da gestire", con numerosissime manutenzioni anche nei primi anni dalla costruzione, infatti nei primi decenni il manto stradale non era livellato, e ancora oggi non è perfettamente orizzontale.


Su Genova poco prima del crollo, si è abbattuta una tempesta molto potente, c'è chi ha descritto dei fulmini intorno al ponte, se non sulla struttura del ponte, ma dai primi rilievi, e successive prime comunicazioni, non vi è ancora stabilita la causa del crollo, nemmeno la natura.
L'unica cosa certa è che ci sono vittime, e al momento il bilancio è di 12, numero che, augurandomi di no, è destinato a salire.
Un altro fattore importante è che i costi di manutenzione erano talmente alti che in pochi anni quei costi avrebbero superato il costo di distruzione/ricostruzione dell'opera.
Tutta la Liguria è piena di viadotti, data la sua morfologia, le strade si sono dovute adattare al territorio, mi chiedo quanto siano sicure, e costantemente monitorate.
Al momento del crollo, avvenuto poco prima delle 12:00 transitavano su entrambe le carreggiate circa 35 veicoli tra auto e camion, quest'ultimi oggi sono numerosi in viaggio a causa del blocco estivo, e soprattutto in vista del 15 agosto.
Sul posto sono intervenuti 240 vigili del fuoco circa, che stanno cercando di recuperare sotto le macerie le persone intrappolate nelle auto.
Purtroppo non è la prima volta che capita un crollo di un ponte stradale, ultimante capita troppo spesso, e troppo spesso ci sono vittime innocenti. Oggi è morto anche un bambino.
Come accade spesso dopo tragedie come queste, che siano esse dovute a catastrofe naturali, o come in questo caso, cedimento strutturale, lo Stato, attraverso i vertici del governo e parlamento, si schierano al fianco dei cittadini.
Io non voglio uno Stato vicino dopo, perché dopo è sempre facile parlare, dovevate in questo caso chiarire, dato al dubbio sorto già anni indietro, sulla chiusura o no di quel tratto autostradale.
A poco servono le chiacchiere, solo troppo dolore per le vittime coinvolte.
Oggi 18 agosto 2018 si scrive un'altra pagina di cronaca nera su una infrastruttura portante del nostro Paese.








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