"La mia terra" - una storia unica personale

Chi di voi si è dovuto trasferire dal proprio paese natale, che sia un cambio totale, come trasferirsi all'estero per motivi di lavoro o per amore, o semplicemente chi si è trasferito da una regione ad un'altra, molto probabilmente si ritroverà nelle poche righe che seguono.

Succede che personalmente anch'io ho cambiato ambiente, nato in Campania con genitori campani, ci siamo ritrovati in Lombardia per trovare il così tanto e ricercato: lavoro.
Ero piccolo dopotutto, solamente cinque anni, ma sarete d'accordo con me che possono bastare affinché certi odori, profumi, colori restano indelebili nella mente.

Tra i ricordi più vivi c'è di sicuro il pane appena sfornato di mia nonna, amavo sentire aprire il forno (un po' grattava la cerniera dello sportello) e tutta la cucina invasa da un gradevole vento caldo accompagnato da un odore unico, amo il pane e semplicemente amavo mia nonna in quel momento.

Chi ha mai avuto un terreno dove il proprio nonno coltivava? Ecco che entra in scena mio nonno, contadino per passione.
Tra i ricordi più vivi assolutamente il profumo del mosto d'uva, quel vino che nonno faceva con tanta cura, così come la salsa, ah la salsa era una festa per tutti, si perché il più delle volte è un coinvolgimento di tutta la famiglia, il mio compito? Guardare.
Guardare perché è questo che fino alla loro generazione si insegnava, produrre il cibo, trasformarlo e gustarlo, trasmettendo la pazienza che queste operazioni comportano.

Mi è venuto in mente di scrivere qualcosa del genere poiché mi sono imbattuto in un discorso con chi come me non è lombardo ma che è stato sradicato dalla sua amata Calabria.
Nel suo dialogo ho percepito un suo legame con il suo passato e il ciò che è il suo presente per conservarlo/preservarlo per il suo futuro... i suoi ricordi affiorano tra le strade e case vecchie del suo paese, dove quelle "mura dicono tutto", dove una nonna amata "analfabeta" che ne sa tantissime, custodisce tutto ciò che per lei è così caro, una nonna che ancora oggi fa la pasta fatta in casa e che le ha insegnato davvero tanto.

Ecco questo mi ha fatto tornare in mente che le nostre origini, ovunque poi la vita ci porti, le porteremo sempre dentro.
Capita di incontrare persone straniere per strada, certi hanno comportamenti diversi da ciò che siamo abituati, ma forse è solo la sua normalità, usanza che si porta dentro per sentirsi a casa.
Cosa faccio per sentirmi un po' più a casa?  A me basta ad esempio qualche espressione in dialetto, un dialetto molto personalizzato in realtà, un dialetto che parlato nelle mie zone non mi comprenderebbero... ma poco importa.

Dedico questo Post alla mia di nonna, che ci ha lasciato poco più di un anno fa.
Nonna: le tue orecchiette sono ancora le più buone <3


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