Chi è Cesare Battisti?
Sono sincero, per definire al meglio questo personaggio, che di certo ha segnato e in futuro segnerà la nostra storia repubblicana, serve una persona che ha vissuto in prima persona i così detti: "Anni di piombo" cioè quel periodo che secondo alcuni storici va dal 1968 ai primi anni '80.
Per chi come me invece appartiene alla classe dei fantastici anni '90 ci risulta ben difficile comprendere il periodo di "Terrorismo" che l'Italia all'epoca ha dovuto attraversare.
Nonostante ciò però, devo ammettere che in tutto il mio periodo scolastico, cioè tutti gli anni 2000-2015, il nome di Cesare Battisti è stato sempre presente nei telegiornali di quasi tutti questi anni: spesso si parlava di "Estradizione", cioè quella misura nell'ambito della diplomazia internazionale per la quale uno Stato chiede (e spesso ottiene) il rimpatrio di un suo cittadino scappato/rifugiato per non scontare la pena per il quale è stato condannato.
Durante il periodo degli anni di Piombo, il termine deriva da un film che ha descritto per primo quel periodo, vari gruppi di estrema sinistra si riunivano in un organizzazioni armate per colpire politici, magistrati o anche commercianti per affermare la supremazia comunista su quella capitalistica, forse il gruppo armato più conosciuto è quello delle Brigate Rosse (BR) tristemente noto per il sequestro e successivo omicidio di Aldo Moro, esponente della Democrazia Cristiana; ma in quel periodo si organizzavano anche gruppi di estrema destra.
Cesare Battisti però non apparteneva alle Brigate Rosse, bensì alla PAC Proletari Armati per il Comunismo, organizzazione, che come lui stesso ha dichiarato, ci è finito per caso, una scelta un po' obbligata per sfuggire al disordine di quei anni.
Facciamo ordine, Cesare Battisti nasce nel 1954 a Cisterna di Latina, figlio di genitori operai e con principi comunisti.
Durante la sua adolescenza, caratterizzata da un rendimento scolastico non proprio da primo della classe, anzi, lascerà il Liceo classico al secondo anno.
Ha compiuto già in giovane età diversi reati, la maggior parte per furti, sarà infatti arrestato più volte, ed è proprio in carcere che incontrerà un uomo che gli parlerà appunto del movimento della PAC, e una volta uscito dal carcere Battisti racconta che:
«In prigione ho incontrato un uomo più anziano, Arrigo Cavallina, appartenente ad un gruppo di lotta armata, i Pac. Non mi piaceva la sua personalità fredda e al tempo stesso febbrile ma mi impressionavano la sua cultura e le sue teorie rivoluzionarie anche se non capivo tutto ciò che diceva. Quando sono stato liberato nel 1976, sono tornato alla mia comunità: si era trasformata in un deserto. Alcuni compagni erano morti, morti per mano della polizia nelle manifestazioni. Gli altri erano devastati dalle droghe. A quell'epoca grandi quantità di droga a buon mercato furono distribuite massicciamente in tutte le grandi città per distruggere il movimento di rivolta. Immediatamente le consegne vennero sospese e tutti i giovani che erano caduti nella trappola dell’”eroina” si erano trasformati in fantasmi, in stato di “necessità”, preoccupati solo di trovare la droga e non più votati all'azione politica. Amareggiato da questo spettacolo feci il grande errore della mia vita: presi un treno per Milano ed entrai nel gruppo armato dei Pac. Senza comprendere a quel tempo che, anche là, sarei caduto in una trappola fatale.»
Colpevolizza la politica di quei anni di aver lasciato correre fiumi di droga nelle grandi città per distogliere lo sguardo dei giovani dal mondo politico per ipnotizzarli con stupefacenti, e lasciarli a secco per creare "fantasmi" generazioni di giovani persi. Ripeto, di quei anni non ho vissuto nulla, ma dev'essere stato davvero terribile.
Battisti quindi ritrova rifugio in questa organizzazione Armata la PAC, e con essa verrà accusato di 4 omicidi, 2 per mano sua e gli altri due per concorso in omicidio, per questo in Italia deve scontare pene per 2 ergastoli, e altri 34 reati, dal possesso di armi, evasione eccetera.
Scapperà dal carcere di Frosinone grazie all'aiuto di due finti carabinieri, complici compagni della PAC e si rifugerà dapprima in Francia, Messico poi in Brasile e ultimamente in Bolivia.
All'estero Cesare riprende la sua vita, protetto da questi stati che l'hanno considerato da sempre un perseguitato politico, e quindi l'estradizione non è stata mai concessa.
Tutti i governi Italiani che si sono succeduti negli anni 2000 hanno cercato di riportare Cesare Battisti alla giustizia italiana ma non ci sono mai riusciti, non solo perché la stra maggioranza dei governi è stata caratterizzata dalla presenza di componenti di sinistra, ma anche per non creare conflitti internazionali con Francia e Brasile. Però è strano che solo nel 2019, con un governo di pseudo centro destra abbia ottenuto tale successo, sull'onda del cambiamento politico in Brasile.
In questi anni in molti hanno protetto Cesare Battisti, con raccolta di firme a suo favore come il giornalista Roberto Saviano, che però ha retratto per rispetto delle vittime.
Cesare Battisti sembra rappresentare l'ennesimo trionfo del Ministro dell'interno Salvini, che ha concluso, non da solo ovvio, una pratica aperta da troppo tempo.
La fuga di Cesare Battisti è stata nel corso degli anni documentata da diversi sceneggiatori sia di cinema che di teatro.
Bisogna chiarire che diversi terroristi italiani sono ancora in giro per gli stati nel mondo, per prima in Francia, e la prossima sfida sarà recuperare anche gli altri, Cesare Battisti è il simbolo per eccellenza a causa della suo notorietà, al successo mediatico che lui stesso ha alimentato, catturare il simbolo rende grande il successo di un governo agli occhi della comunità internazionale.
Ho le netta sensazione che non finisce qui la sua "Fuga", anzi, si scatenerà qualcos'altro che solo la storia futura potrà raccontarci.
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