Alcuni effetti del bridge
Dal 27 luglio Malpensa ha inglobato tutti i voli di Linate ed era da oltre un anno pubblica la notizia del trasferimento, ma nonostante ciò su parecchie cose Malpensa è arrivata in ritardo, almeno personalmente parlando.
Le mie considerazioni sono del tutto appunto personali, che forse si attengono a ciò che più o meno è visibile dall'esterno, anche se in qualche modo anch'io ne sono personalmente coinvolto.
| Vista sul Terminal 1 - Parco di Ferno |
Linate è giunta a Malpensa nel periodo più caldo, nel pieno esodo estivo, con tutti i voli pieni di vacanzieri, il Terminal 1 ha dovuto affrontare un incremento mostruoso in poco tempo.
Si sta parlando di numeri e statistiche di migliaia di passeggeri al giorno.
In sostanza da Linate abbiamo inglobato tutti i suoi voli che per la maggior parte sono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera che qui a Malpensa per me non è la benvenuta, anzi.
Di base da Malpensa ultimamente erano schedulati pochi voli nazionali (solo per Roma) e due voli intercontinentali per JFK e NRT, per il resto la compagnia non volava più fissa come nel lontano 2003. Io ricordo bene quei anni, quando dalla finestra della scuola elementare intravedevo ogni tre minuti circa una livrea verde bianca e rossa; ma la politica aveva deciso di spostare Alitalia a Linate per i voli Nazionali e per tutti i voli internazionali preferire Roma.
Il bridge quindi ha fatto tornare Malpensa nel pieno ricordo dei suoi anni d'oro, ma con la differenza che se alcuni anni fa molti davano Malpensa per sfacciata (pochi passeggeri e poche compagnie interessate) oggi i vettori che operano sullo scalo varesino sono tantissimi e varie compagnie lottano per avere slot su MXP.
L'aeroporto non è mai stato visto dalla compagnia di bandiera come HUB nel vero senso della parola, eppure sono convinto che con i giusti investimenti poteva esserlo, e oggi compagnie estere avrebbero pianto sul serio.
Ritorniamo però al bridge: nel primo mese sono transitati 3,3 milioni di passeggeri, circa il 33% in più rispetto all'anno scorso. La media conferma che circa il 62% dei voli è partito in orario, contro il 69% dell'anno precedente.
Sono numeri che fanno riflettere perché nonostante l'incremento, nonostante il trasloco massiccio, e tempi stretti d'organizzazione l'impatto, seppur con evidenti problematiche, è stato assorbito; in effetti i prossimi due mesi saranno più leggeri da gestire.
Gli abitanti limitrofi a Malpensa e i pendolari denotano traffico sulla superstrada soprattutto in ingresso al T1, ma anche l'anno scorso, così come l'anno prima, vi era lo stesso medesimo problema.
Purtroppo il comportamento indisciplinato di alcuni potrebbe compromettere la sicurezza di molti.
Il sistema Bagagli invece, riceve una valutazione piuttosto pessima. Andrebbe analizzato di più il tema dei bagagli, perché a Malpensa capita spesso, anche nel periodo natalizio, passeggeri lamentarsi della consegna bagagli.
Alcune difficoltà invece per il carico cargo e posta, ma rientra nella norma del periodo di agosto, dove i tempi strettissimi per il carico dei bagagli e passeggeri comporta il lasciare a terra la merce.
Secondo il mio punto di vista Malpensa ha bisogno di molto personale qualificato, un buon personale qualificato e ben PAGATO potrebbe fruttare un ottimo rendimento; invece si preferisce nella maggior parte dei casi, lasciare tutto al CASO.
#buon#bridge quindi a noi lavoratori.
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