L'Italia si ferma... ma ancora no! - Coronavirus

semplificazione di un virus
Sono passate 2 settimane dal mio primo post sull'emergenza corona-virus in Italia, con l'affermazione di quanto stava accadendo in Lombardia e pian piano in tutta la Penisola e isole.
Covid-19 si sta propagando in tutte le regioni, e solo negli ultimi 2-3 giorni abbiamo un calo dei contagiati. Alle ore 18:00 del giorno 24/03/2020 gli infetti totali sono:
54.030 (+3612), morti 6.870 (+742) e guariti 8.326 (+894), in totale in Italia hanno contratto il virus in 69.176 persone, l'8 marzo gli infetti erano 9.172 (fonte Protezione civile).


L'8 marzo veniva isolata la Lombardia, molti cittadini avevano preso l'ultimo treno verso il sud, quello che avrebbe riportato loro presso le loro famiglie e/o affetti personali, le stesse persone erano anche infette (non tutte ovviamente) e hanno provocato piccoli focolai nelle regioni del sud, in effetti oltre alla Lombardia sono state isolate anche 14 province.


Domenica 22 marzo il governo con Conte in prima linea definisce e finalmente decide di chiudere tutte le attività produttive non essenziali, cioè in pratica chiude le imprese che non possono convertire le loro attività per aiutare il campo sanitario, e chiude tutte le aziende che producono beni non essenziali. A definire però le aziende che possono restare aperte sono i codici ATECO di appartenenza, qui l'elenco.

Dopo due settimane intense il governo ha recepito il messaggio dei medici e infermieri, oltre che della regione Lombardia (la più colpita) dell'esigenza di SERRARE tutto quello che può essere chiuso e non necessario.
L'elenco è molto lungo nonostante gli sforzi molte attività restano aperte e a disposizione.
Moltissime aziende stanno attuando lo smart working, e in tanti stanno cambiando le loro abitudini quotidiane. Il nemico invisibile ci ha reso tutti uguali e senza armi con il quale sconfingerlo.
Gli ospedali in Lombardia sono al collasso, la priorità è il COVID-19 non esiste altra emergenza in quanto tutto il personale ospedaliero è dedito all'emergenza e gli stessi operatori sono in pochi per coprire la giusta turnazione/assistenza ai pazienti in terapia intensiva. Turni stremanti e persone stanche lottano anche per chi si è concesso quell'uscita di gruppo nella prima domenica dello STOP in Lombardia. E continuano a lottare per chi da casa continua ad uscire per motivi futili.
Questa gente andrebbe sparata a vista e non perdonata. Episodi in cui gente ha sputato in giro a causa della troppa attesa davanti a un supermercato o banca merita la morte, e non la galera, perché siamo stufi di mantenere gente che non serve a nulla in questa società.

Sono sempre di più le scuole che stanno attuando le lezioni via webcam e credo che oggi possa ritenersi un esperimento sociale, oltre che essere uno strumento molto valido per far capire ai ragazzi e ai bambini che questo non è un periodo di vacanza, ma in fondo non mi fanno paura i bambini piuttosto gli adulti irresponsabili.

Il decreto al momento è valido fino a venerdì 3 aprile 2020 ma già si sta pensando di prorogarlo a data da definirsi in quanto l'emergenza si sta spostando al sud con valori piuttosto significativi e rilevanti.
Ci tengo ancora una volta a ricordare di informarsi solamente da fonti attendibili e non prendere per vero tutto quello che passa su facebook o altri canali social. L'informazione errata porta solamente a generare ulteriore panico e confusione. Personalmente preferisco "studiare" i dati che ogni giorno la protezione civile alle ore 12:00 e alle ore 18:00 diffondono alla stampa.
Visitate il sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Governo Italiano per restare sempre aggiornati su come proteggersi.
Ricordo inoltre di non chiamare il numero 112 in caso abbiate solamente informazioni da richiedere, ma di affidarvi ai numeri regionali.

La situazione a livello mondiale è sempre più critica, dapprima in Europa e ora nel Nord America, con la decisione odierna di rinviare le Olimpiadi di Tokyo nel 2021, ricordo che solamente in occasione delle due guerre Mondiali furono rinviati i giochi.
Un membro dell'esecutivo dell'OMS ha dichiarato: "Ad economisti che in tutto il mondo si preoccupano per il dopo, direi che bisogna preoccuparsi dell'immediato perché in questa pandemia si ammalano tutti, inclusi i giovani e gli operatori sanitari, e muoiono molti, questo è un evento che cambierà il mondo, necessari nuovi schemi". Questo è stato dichiarato il 15 marzo, giorno in cui in Italia sono partite 20.000 denunce per aver violato l'ordine STATE A CASA. 


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