Malpensa crolla tra l'addio di Airitaly e Coronavirus
Nella primavera del 2018 ero entusiasta nel presentare sul blog la nuova livrea Airitaly compagnia nata dalla fusione di Meridiana e Qatar che l'ha rilevata. Dopo nemmeno due anni di operatività la compagnia aerea chiude, lasciando letteralmente da un giorno all'altro i dipendenti a casa.
Una comunicazione che è giunta al ciel sereno anche se da alcuni rumors era prevedibile una decisione del genere. Airitaly nasce anche sfortunata dovendo lasciare a terra ben 3 boeing 737-8Max, aerei sotto inchiesta dopo i due incidenti aerei avvenuti per problemi tecnici rilevati nel sistema informatico di questo nuovissimo veicolo. Airitaly per permettere il network nella base di Milano Malpensa, ha dovuto chiedere in "prestito" velivoli da altre compagnie. Il 4 marzo la compagnia aerea ha confermato il licenziamento collettivo di 1450 dipendenti di cui 900 sono impiegati a Malpensa. Un brutto colpo per lo scalo e l'indotto. Niente collegamenti diretti con San Francisco da Malpensa, e nemmeno con Olbia rimasta isolata. Considerare che solamente Olbia-Milano garantisce 2 milioni di passeggeri annui. Dopo questa mazzata è entrato in gioco anche l'emergenza Coronavirus, dapprima con l'impossibilità di Air China e Neos di operare direttamente sulla Cina, e man mano che l'emergenza si espande altre compagnie hanno preferito non atterrare nello scalo Varesino: Kuwait la prima. Altre compagnie hanno ridotto fino al 40/50 % le operazioni nello scalo.
Questo significa che i voli partono con meno passeggeri e merce, significa che a causa di fiere importanti come il salone del mobile di Milano riprogrammate ha costretto le compagnie aeree a rivalutare il planning dei voli giornalieri. In Italia, soprattutto nell'Italia del nord è il caos.
Ovviamente tutto questo ha portato a perdere soprattutto nell'indotto di Malpensa: alberghi, ristoranti, parcheggi sono vuoti, costringendo le imprese a chiudere momentaneamente le attività per rientrare nei costi. Adesso che Malpensa non è operativa come alcuni giorni fa, non vi fa paura questo apparente silenzio sotto il cielo? L'economia locale ne risentirà a lungo.
I comuni limitrofi al sedime aeroportuale chiedono l'aiuto del governo, gli stessi comuni che negli anni hanno limitato le capacità dello scalo. Forse non abbiamo ancora capito che l'intero sistema della bassa provincia del Varesotto e dell'altomilanese è trainata unicamente da Malpensa.
Qui trovate il link per vedere le statistiche annuali dell'anno 2019 degli aeroporti italiani.
Una comunicazione che è giunta al ciel sereno anche se da alcuni rumors era prevedibile una decisione del genere. Airitaly nasce anche sfortunata dovendo lasciare a terra ben 3 boeing 737-8Max, aerei sotto inchiesta dopo i due incidenti aerei avvenuti per problemi tecnici rilevati nel sistema informatico di questo nuovissimo veicolo. Airitaly per permettere il network nella base di Milano Malpensa, ha dovuto chiedere in "prestito" velivoli da altre compagnie. Il 4 marzo la compagnia aerea ha confermato il licenziamento collettivo di 1450 dipendenti di cui 900 sono impiegati a Malpensa. Un brutto colpo per lo scalo e l'indotto. Niente collegamenti diretti con San Francisco da Malpensa, e nemmeno con Olbia rimasta isolata. Considerare che solamente Olbia-Milano garantisce 2 milioni di passeggeri annui. Dopo questa mazzata è entrato in gioco anche l'emergenza Coronavirus, dapprima con l'impossibilità di Air China e Neos di operare direttamente sulla Cina, e man mano che l'emergenza si espande altre compagnie hanno preferito non atterrare nello scalo Varesino: Kuwait la prima. Altre compagnie hanno ridotto fino al 40/50 % le operazioni nello scalo.
Questo significa che i voli partono con meno passeggeri e merce, significa che a causa di fiere importanti come il salone del mobile di Milano riprogrammate ha costretto le compagnie aeree a rivalutare il planning dei voli giornalieri. In Italia, soprattutto nell'Italia del nord è il caos.
Ovviamente tutto questo ha portato a perdere soprattutto nell'indotto di Malpensa: alberghi, ristoranti, parcheggi sono vuoti, costringendo le imprese a chiudere momentaneamente le attività per rientrare nei costi. Adesso che Malpensa non è operativa come alcuni giorni fa, non vi fa paura questo apparente silenzio sotto il cielo? L'economia locale ne risentirà a lungo.
I comuni limitrofi al sedime aeroportuale chiedono l'aiuto del governo, gli stessi comuni che negli anni hanno limitato le capacità dello scalo. Forse non abbiamo ancora capito che l'intero sistema della bassa provincia del Varesotto e dell'altomilanese è trainata unicamente da Malpensa.
Qui trovate il link per vedere le statistiche annuali dell'anno 2019 degli aeroporti italiani.
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