Malpensa e il Covid -19
Durante i primi focolai rilevati a Codogno e la chiusura di ristrette aeree nella regione Lombardia, Malpensa subiva già i primi effetti: Kuwait è stata la prima compagnia che da subito ha interrotto il collegamento con lo scalo. La Grecia ha vietato l'importazione dei prodotti tipici dal bel Paese e un volo Alitalia atterrato alle Mauritius non ha fatto sbarcare i passeggeri provenienti dalla Lombardia (il volo era partito da Roma). Questi i primissimi effetti correlati al virus. Da Gennaio invece dopo il provvedimento del Governo, non operavano più voli diretti con la Cina, quindi prime rotte cancellate e Airchina esce di scena. Le compagnie che continuavano ad atterrare spesso ripartivano non pieni, e sempre meno gente ha smesso di viaggiare, riducendo così i voli giornalieri sulle rotte un tempo più trafficate, e per chi poteva, ha cambiato aeromobile, passando magari al E90/95 velivolo più economico e meno capiente.
Con pochissimi passeggeri e un aeroporto gigante da dover mantenere SEA decide di chiudere temporaneamente il Terminal 1 dello scalo, mentre il governo richiede la chiusura totale di Linate, trasferendo i collegamenti per Fiumicino di Alitalia a Malpensa.
Tutti i voli Easyjet vengono lasciati a terra e oggi (02/5/2020) tutti gli aerei aspettano silenti nei parcheggi a loro dedicati di fronte al terminal 1
I collegamenti ad oggi sono garantiti per Francoforte, Roma e Cagliari (operati da Alitalia), quindi Lufthansa con la controllata Air Dolomiti è l'unica compagnia straniera che opera giornalmente. Le restrizioni sugli spostamenti ovviamente obbligano a non poter lasciare la propria regione o Stato, ma chi oggi viaggia è per motivi professionali di Lavoro, o altre urgenze. Tutte le operazioni sono dunque state spostate al terminal 2 di Malpensa, e si torna allo stesso scenario di 22 anni fa, quando il progetto Malpensa2000 era da poco stato completato inaugurando il Terminal 1 e parte dell'aera cargo.
Le statistiche da poco divulgate parlano di un marzo da maglia nera per quanto riguarda i movimenti e i passeggeri transitati dal piccolo terminal 2, 245.000 passeggeri, considerando che i primi giorni di Marzo lo scalo era ancora aperto completamente. Oggi i passeggeri giornalieri non superano le 500 unità. SEA ha fatto sapere che il terminal 1 potrebbe essere riaperto non appena verranno gestiti 3.000 passeggeri al giorno. Non pensiamo però che viaggiare sarà come prima: già alcune fonti citano che Sea (e così tutti gli altri gestori aeroportuali sparsi sul territorio) sta pianificando le sue aeree interne al fine di evitare per quanto più possibile il diffondere del virus. Quindi niente code ai check - in a Zig-Zag ma per file rette, controllo della temperatura corporea estesa a tutti, e termoscanner.
Con buone probabilità per prendere un aereo nel 2020 non basterà presentarsi 2 ore prima della partenza, ma servirà più tempo, ma questo lo penso io e non ho ovviamente dati su cui fare riflessioni.
Bisogna anche considerare come agiranno le compagnie aeree, quanti posti saranno disponibili per ciascun volo, certamente è certo: le sale dedicate VIP/BUSINESS resteranno chiuse, sarà obbligatorio l'uso della mascherina in tutti i luoghi pubblici all'interno dello scalo, oltre che sugli aerei (almeno questo vale per Lufthansa).
Quali compagnie aeree riprenderanno a servirsi dello scalo varesino?
Gli scenari ovviamente sono in continua evoluzione:
Easyjet ha da poco comunicato che potrebbe ritornare a volare dal 18 maggio;
Emirates ha annunciato un ritorno sulla rotta Dubai, Malpensa-Milano, New York (JFK) nei primi giorni di giugno;
Alitalia potrebbe potenziare i collegamenti con Sicilia e Sardegna.
Al momento i primi segnali positivi sono questi; tutt'altra storia invece per i vettori che hanno comunicato un probabile ritorno solo a fine Ottobre: American Airlines, United, Thay Airways e Air Canada. Le new entry che quest'anno avrebbero battezzato nuove rotte da Milano Eva Air e Nippon Airways rimandano l'appuntamento a data da definirsi.
La low-cost Ryanair invece rimanda l'appuntamento a luglio con probabili licenziamenti del per personale in esubero, inoltre qualche giorno fa annunciava di non poter rinunciare al distanziamento forzato a bordo. Le compagnie low-cost hanno sempre puntato sull'alta capienza, come possono sopravvivere ora? Una nuova era per quanto riguarda il traffico aereo sta avendo luogo.
Commenti
Posta un commento