Chiamami col tuo nome (2017)

 Uscito nel 2017, ovviamente visto e apprezzato, ieri in prima assoluta TV sui Rai 3 in prima serata, senza censura, il che non era proprio scontato. Avendolo già visto non era mia intenzione rivederlo, anche se, la parte finale del film, quella che più tocca secondo me il pubblico, l'ho rivista con immenso piacere. 

Un'altra cosa che ho apprezzato di nuovo è la sceneggiatura unico premio oscar vinto su quattro candidature. 

Ambientato nell'Italia degli anni '80, nel Cremasco in aperta campagna. 

Elio il protagonista sarà il centro della storia insieme ad Oliver, giovane americano ospite della famiglia di Elio, in quanto il padre è un ricercatore nell'ambito di archeologia.

Sarà proprio per questo motivo che i due ragazzi si incontreranno e tra loro nascerà un sentimento fortissimo. Sarà il tempo a determinare e rafforzare il loro rapporto. 

Ieri per la prima volta è stato trasmesso in televisione a tre anni dall'uscita nelle sale. 

La parte più significativa per me dell'intera storia è sicuramente il monologo del padre di Elio al figlio, un monologo intimo, pieno di sentimento, e che dovrebbe essere trasmesso in loop a reti unificate almeno una volta al giorno. I genitori in effetti durante la trama si accorgono del rapporto molto intimo tra i due ragazzi e non ostacolano per nessun motivo questo sentimento. 

Un film che merita di essere visto, ma merita di essere apprezzato anche da chi si crede omofobo, e che i film a trama omosessuale "guai". Aprite le vostre menti e anche i vostri figli staranno molto meglio. Una delle frasi più belle secondo il mio parere è questa:

"Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volte  che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno, renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio" - Signor Perlamn il padre di Elio alla fine del film.

Quante lacrime ho versato nel 2017 e quante ieri sera. Nel 2017 di più, ma era un'altra storia.




 




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