Tutta colpa di Freud
Mi ha colpito parecchio questo film, come un po' tutti i film che trattano con leggerezza e non i temi più vicini alla psicologia, in fondo si passa moltissimo tempo a chiederci: cosa vogliamo? chi siamo? e cosa vorrò essere? Questo film è una commedia accompagnata dalla simpatia di quell'attore che da qualche anno amo: Marco Giallini nei panni di uno psichiatra del padre di tre figlie ognuna con dei problemi, comuni a tutte le persone in realtà. Avere però un padre psichiatra può aiutare, soprattutto se la madre non è presente per via della separazione. Le tre figlie lo amano, sia come genitore sia come consulente.
Ecco che quindi che Sara, Marta ed Emma nell'intera trama della storia provano a vincere contro quella che è la malattia più diffusa al mondo: l'amore. Lo stesso psichiatra deve anch'egli fare parecchi sforzi per essere sereno sentimentalmente, e le figlie complicano le cose, in particolare una.
Alla base di tutto sicuramente c'è la nostra mente, che deve solamente imparare dagli errori e lasciarsi andare. Insomma Freud ha dato inizio a tanti studi, spesso però non bastano per capire diversi meccanismi della nostra mente.
"L'amore non è quello che questi poeti del cazzo vogliono farti credere... l'amore ha i denti, i denti mordono e i morsi fanno male, e le ferite non guariscono mai... non è mia è di Stephen King" - così Marta a pochi minuti dall'inizio del film.
Una commedia che a tratti lascia l'amaro in bocca, con quella voglia di entrare nel film e urlare: fai così dai! Oppure a tratti ti senti impotente: ora cosa faccio?
Sono sicuro che ognuno di noi, ogni spettatore potrò in qualche modo identificarsi un qualche protagonista del film.

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