40 Anni fa il terremoto dell’Irpinia
I miei genitori lo ricordano molto bene, loro erano abbastanza grandi per viverlo con coscienza, ma anche chi era più piccolo certamente non l’ha mai dimenticato.

Nell’immagine il paese Castelnuovo di Conza rasa al suolo.
“Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi” Le parole dell’allora presidente della repubblica Sandro Pertini.
L’Irpinia è una terra difficile dove non esistono centri urbani principali, piuttosto paesini medio piccoli sparsi nelle vallate degli Appennini, inoltre è terra martoriata da vari terremoti più o meno intensi. Già nel 1930 e nel 1962 fu colpita quella zona, rendendo molto più fatiscenti le già fragili infrastrutture, le abitazioni i ruderi. Il Presidente infatti aveva con un messaggio pubblico televisivo denunciato la scarsa organizzazione nei lavori dei soccorsi, non c’è stato un coordinamento locale in grado di passare comunicazioni attendibili, tant’è che dopo quel discorso decine di volontari da ogni parte d’Italia si recarono sul posto. E il disastro era palpabile ovunque. Mia madre ricorda bene anche quella polvere che si alzava dalla terra mista ai gas sprigionati dal sottosuolo che creavano un effetto nebbia bassa.
L’odore anche nell’aria era diverso. E forse anche gli occhi della gente che si è vista perdere tutto in 90 secondi dovevano essere impressionanti.
Gli occhi della consapevolezza di aver perso tutto.
Era il 23 novembre 1980 e alle 19:34 la terra iniziava a tremare, mentre i più erano intendi nella cena in famiglia, o rilassarsi davanti alla televisione.
L’epicentro si scopre che è a Castelnuovo di Conza in provincia di Salerno, ma al confine con la provincia di Avellino, proprio sotto gli Appennini.
Il magnitudo nella scala Richter sarà 6.9 e l’intensità in scala Mercalli sarà X
Un terremoto di questo tipo non è il solo ad essersi verificato nella nostra Penisola, ma sicuramente è stato il più forte negli ultimi anni.
Proprio perché tantissime persone erano in casa, molti furono sepolti dalla propria abitazione.
Nell’immagine il paese Castelnuovo di Conza rasa al suolo.
280.000 persone si ritroveranno sfollati, circa 9000 feriti, e 2914 saranno i morti, il terremoto si estese per un raggio di 17.000 km quadrati.
La vera portata dell’evento non fu per niente chiara, i primi telegiornali passarono la notizia come
“registrato terremoto in Campania” ma a causa delle comunicazioni interrotte non si capì subito la realtà. Alle prime luci dell’alba un elicottero registrò la vera vastità della catastrofe, annotando tutti i comuni distrutti. Dopo tre giorni dal sisma ancora non era chiara la situazione, non c’era una traccia Documetale dei dispersi, morti, sfollati quindi la stampa Nazionale era piuttosto confusa nel pubblicare le notizie. Il Presidente Pertini volle personalmente vedere gli effetti del sisma in elicottero e a terra in data 25 novembre, e grazie al suo intervento che poi si mobilitò la vera macchina dei soccorsi.
La vera ricostruzione dei centri colpiti non c’è mai stata, piuttosto quel terremoto ha causato un classico teatro all’italiana intitolato: Speculazione sui soldi pubblici (e facili) ai danni dei più fragili.
Una scenografia drammatica che ancora oggi non si è chiusa, visto che ancora continuiamo a pagare un’accisa di 4 cent litro di carburante.
Commenti
Posta un commento