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Visualizzazione dei post da settembre, 2020

Torino: tra l'antico Egitto e il museo Nazionale del Cinema

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 A Torino mi sento sempre un po' a casa, molto più che Milano. Secondo me una città a misura d'uomo.  Un giro nel centro storico, al borgo Medievale nel Parco Valentino, oltre che alla Grande Chiesa Madre, e infine Superga. Ma soprattutto la visita ai musei: Museo Egizio, e Museo Nazione del Cinema, vecchia mia conoscenza, ma dopo anni ricordare alcuni episodi legati alle scuole è comunque piacevole. Il primo a livello mondiale a raccogliere reperti antichi, ed è oggi considerato il secondo, dopo il Cairo, più importante museo egizio, ed è proprio quello di Torino.  Una raccolta unica di oltre 37.000 reperti, oltre che ricostruzioni come la Tomba di Maia. Nell'anno dei giochi olimpici invernali del 2006, il museo ha accolto 554.911 visitatori e nel 2019 853.000 ingressi, portandosi al sesto posto per affluenza nei musei italiani.  Con l'emergenza Covid è quasi d'obbligo prenotare ovunque, soprattutto nei luoghi chiusi, lo è stato anche e soprattutto ai Musei di Mode...

Busto Arsizio: arriva BIT a portare mobilità sostenibile in città

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Finalmente anche città medio grandi come Busto Arsizio è stato attivato un servizio di Sharing sostenibile, come quello proposto BIT Mobility, società di sharing disponibile già in altre grandi città come Milano e Torino. Sono 200 i monopattini attivati in città e che saranno disponibili alla comunità per i prossimi tre anni. I monopattini sono dotati di dispositivi di illuminazione del cavalletto e del porta cellulare. Permettono un'autonomia di circa 40/40 km, e 3 ore di autonomia, ed ogni notte tutti i monopattini con il 30% di batteria in meno, vengono ricaricati e sanificati. Inoltre vengono riposizioni nei piccoli HUB che la società ha deciso di predisporre per Busto Arsizio. Sono contento che viene presa in considerazione un città, importante, come Busto Arsizio, con 80.000 abitanti in effetti ha tutto un senso. Sarei ancor più felice se anche Gallarate fosse raggiunta da un servizio del genere in futuro, magari includendo nel territorio anche Samarate e Cavaria. Le formule...

Chiamami col tuo nome (2017)

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 Uscito nel 2017, ovviamente visto e apprezzato, ieri in prima assoluta TV sui Rai 3 in prima serata, senza censura, il che non era proprio scontato. Avendolo già visto non era mia intenzione rivederlo, anche se, la parte finale del film, quella che più tocca secondo me il pubblico, l'ho rivista con immenso piacere.  Un'altra cosa che ho apprezzato di nuovo è la sceneggiatura unico premio oscar vinto su quattro candidature.  Ambientato nell'Italia degli anni '80, nel Cremasco in aperta campagna.  Elio il protagonista sarà il centro della storia insieme ad Oliver, giovane americano ospite della famiglia di Elio, in quanto il padre è un ricercatore nell'ambito di archeologia. Sarà proprio per questo motivo che i due ragazzi si incontreranno e tra loro nascerà un sentimento fortissimo. Sarà il tempo a determinare e rafforzare il loro rapporto.  Ieri per la prima volta è stato trasmesso in televisione a tre anni dall'uscita nelle sale.  La parte più significati...

Tutta colpa di Freud

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 Mi ha colpito parecchio questo film, come un po' tutti i film che trattano con leggerezza e non i temi più vicini alla psicologia, in fondo si passa moltissimo tempo a chiederci: cosa vogliamo? chi siamo? e cosa vorrò essere?  Questo film è una commedia accompagnata dalla simpatia di quell'attore che da qualche anno amo: Marco Giallini nei panni di uno psichiatra del padre di tre figlie ognuna con dei problemi, comuni a tutte le persone in realtà. Avere però un padre psichiatra può aiutare, soprattutto se la madre non è presente per via della separazione. Le tre figlie lo amano, sia come genitore sia come consulente.  Ecco che quindi che Sara, Marta ed Emma nell'intera trama della storia provano a vincere contro quella che è la malattia più diffusa al mondo: l'amore. Lo stesso psichiatra deve anch'egli fare parecchi sforzi per essere sereno sentimentalmente, e le figlie complicano le cose, in particolare una.  Alla base di tutto sicuramente c'è la nostra mente,...

Copenhagen: molto di più di un termovalorizzatore, qui si può sciare

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Non è sicuramente una notizia flash quella che vi sto per raccontare, anzi, a pochi passi dal centro di Copenhagen questa enorme struttura è presente da parecchio tempo, e nonostante il ruolo dell'edificio sia quello di bruciare i rifiuti  come un qualsiasi inceneritone, questo non inquina, dopotutto siamo pur sempre in Danimarca. I rifiuti della città infatti finiscono in questo grandissimo termovalorizzatore che nonostante via sia della combustione nel processo, dalla sua ciminiera esce solo ed esclusivamente del vapore acqueo, che per ironia della sorte crea un atmosfera molto speciale in cima per poter sciare in centro città.  No, non nevica grazie a quelle nuvole artificiali che in poco tempo si disperdono nell'aria, ma un progetto tutto italiano, essendo coinvolta una società della bergamasca, ha permesso tramite l'ausilio di una speciale plastica, di creare un fondo adatto agli sci, e praticare lo sport più amato dei Danesi, che non hanno a loro malgrado montagne nel...

Jakidale: famoso Youtuber ha percorso in monopattino elettrico MILANO-ROMA 640km

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Qualche giorno fa discutevo proprio con un mio amico sull'utilità di un mezzo elettrico come un monopattino, nelle zone che non siano Milano o grandi centri urbani, in quanto fuori da quelle realtà non vi sono zone pedonali abbastanza grandi da permettere lo spostamento in sicurezza.  Spesso infatti in città come Milano, Torino o altre vi sono fitte reti intorno al centro cittadino ed è possibile spostarsi in bici (passata di moda?) e per i nuovi monopattini.  In zone come meno urbanizzate dove abito personalmente, il monopattino potrebbe essere inutile. Ad esempio tra la mia abitazione e il luogo di lavoro c'è una distanza di 7 km circa, perfettamente percorribili in bici o scooter elettrici, ma per via di attraversamenti di provinciale e terreno sconnesso, il monopattino classico da 300/400 € è poco adatto. Quindi rassegnato si monta in macchina. L'alternativa potrebbe essere un trasporto modulare del tipo mezzo pubblico + monopattino. Più facile raggiungere la stazione...

Cascate Ferrera (VA)

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A pochi chilometri da Varese e a pochissimi passi da Ghirla nella Valganna, una piccola scoperta in mezzo alla natura nel piccolo paesino di Ferrara ha attratto, soprattutto quest'anno per  via degli spostamenti limitati, diversi Varesini e non solo, a conoscere questo luogo incontaminato. Lasciata l'auto infatti nel paesino dopo una breve camminata nel sentiero ben identificato ci si imbatte nella prima cascata, la più larga.  Ma proprio quella cascata, dopo un percorso un po' pericoloso che vi sono le cascate più piccoline e sullo sfondo la cascata con il getto più alto. Proprio per via del percorso rischioso, che è causa di diversi feriti, il sindaco ha deciso di chiudere l'accesso alle cascate. In effetti senza un adeguata calzatura è davvero difficile non farsi male. Io stesso, ho camminato a piedi nudi, un po' come tanti, ma il rischio di scivolare e sbattere la testa era davvero alto, anche perché la maggior parte dei punti di appoggio erano sui sassi immersi...